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protagonisti
   
il vino del gattopardo
     
 

Ha rovesciato l’immagine sfortunata della Valle del Belice e oggi è uno dei più noti ambasciatori della bellezza e della cultura della Sicilia nel mondo. Sinonimo di vino italiano di qualità, per Donnafugata l’ambiente, il territorio e le sue comunità, la cultura sono considerati fattori produttivi determinanti, al pari del terroir, del clima, del vitigno.

Ecco perché produce energia dal sole, sfrutta la vendemmia notturna per conservare intatto il carico aromatico delle uve Chardonnay e risparmiare fino al 70% di energia, finanzia gli scavi archeologici dell’Università Normale di Pisa alla rocca di Entella.

Dopo aver recuperando alla produzione una vigna vecchia di oltre 100 anni a Pantelleria – quella che ogni anno produce il Ben Ryé, il pluripremiato Passito di Pantelleria DOC – contrasta sull’isola l’abbandono delle terre con una politica di recupero e di incentivazione per chi sceglie di restare a produrre nel vigneto. Fa parte del Kyoto Club, il network di imprese ed istituzioni impegnate contro i cambianti climatici.

Ha aderito e sostenuto il Comitato per la riserva marina di Pantelleria. E’ tra i soci promotori di Symbola, la Fondazione per le qualità italiane.

Alle volte mi arrabbio e chiedo ai turisti in visita da noi: siete venuti qui da me e avete fatto bene, ma l’avete vista Segesta? Li avete visti i templi greci? Non bisogna essere maniacali; il vino fa parte dell’identità territoriale, della civiltà di un luogo; è come un bel quadro, un’architettura, un paesaggio e bisogna cercare di godere una cultura nel suo assieme.
Josè Rallo

www.donnafugata.it