In principio costruiva bulloni. Ora la Confindustria gli riconosce il primato italiano in fatto d’innovazione. E’ Benito Guerra, presidente e fondatore di Robur.
L’impresa nasce nel 1956 scommettendo sui bruciatori per il gas metano: allora, in pieno boom petrolifero, una fonte energetica d’avanguardia.
Oggi il fiore all’occhiello della Robur, specializzata in sistemi di riscaldamento e raffrescamento di edifici, è una ‘pompa di calore’ che è in grado di produrre sia il caldo che il freddo, va a gas metano invece che ad elettricità, e consente risparmi impressionanti. E ha un gran successo, anche all’estero.
E’ firmato Robur, ad esempio, il progetto di ristrutturazione di 382 appartamenti di edilizia popolare ad Haarlem, in Olanda, dove l’installazione di 18 Gas Absorption Heat Pump, le pompe di calore ad assorbimento, combinata con i pannelli solari e un innovativo sistema di accumulo dell’energia termica nel sottosuolo, ha consentito l’abbattimento del 70 per cento dei consumi evitando l’emissione di mille tonnellate all’anno di anidride carbonica.
A spiegare questi risultati c’è una costante tensione innovativa e quell’8 per cento del fatturato investito annualmente sul settore ricerca e sviluppo. E c’è l’ambizione dei progetti. Nel futuro della Robur c’è una pompa di calore alimentata con energia solare. Scientificamente e tecnicamente l’obiettivo è già raggiunto: i primi impianti pilota arriveranno entro un quinquennio.
Produciamo solo in Italia perché nel nostro campo la qualità del lavoro degli italiani è più elevata, più eclettica, più flessibile. In realtà abbiamo tentato anche altre strade. Ma non c’è confronto in termini di prodotto finale. Noi facciamo meccanica di alta precisione e serve una squadra in cui ognuno sappia dove va a finire il pezzo che sta lavorando e perché va fatto in quel modo. Ci vogliono coinvolgimento, passione artigianale, gusto estetico...
Benito Guerra
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