La parabola dell’industria italiana della ceramica è di quelle che fanno riflettere. A lungo abbiamo tenuto saldo il primato di maggior produttore di piastrelle al mondo. Poi è arrivata la Cina: siamo passati dal 35 per cento della produzione mondiale del 1980 al 12 per cento del 2004. Ma questo 12 per cento è quello che copre la fascia alta del mercato: perso inevitabilmente lo scettro della quantità - viste le caratteristiche della concorrenza asiatica: bassi costi di manodopera, incidenza del dumping ambientale e sociale – abbiamo tenuto quello della qualità, forti di tecnologie e design imbattuti.
E fa riflettere il fatto che il più grande produttore cinese di piastrelle, per uno dei modelli di punta del suo catalogo, si fregi, senza averne titolo, del marchio “Emilceramica in Fiorano Modenese, Italy”. Fiorano Modenese è un paese di 16 mila abitanti nel distretto della ceramica di Sassuolo.
Emilceramica è uno dei gruppi di punta del settore: 178 milioni di euro di fatturato, quasi 1000 dipendenti, 14,5 milioni di metri quadrati di piastrelle all’anno. E una spiccata vocazione all’innovazione e all’efficienza. Forti dei 60 esperti che a tempo pieno lavorano sulla ricerca, gli impianti Emilceramica, rispetto alla media degli altri produttori italiani, consumano il 38 per cento di elettricità in meno, il 28 per cento di energia termica in meno, il 29 per cento in meno di materie prime nell’impasto e nello smalto.
Un bel risultato per l’ambiente, e per i conti dell’azienda. I 7 milioni e mezzo di metri cubi di gas naturale risparmiati ogni anno significano una riduzione di emissioni di anidride carbonica di quasi 15 mila tonnellate. Ma significano anche un milione e mezzo di euro che restano in cassa.
Qui la cultura della ceramica ha basi solide, qui ci sono i lavoratori migliori, qui i mastri di laboratorio insegnano una manualità, un’empiricità che rappresentano gli ingredienti fondamentali del successo. Non è un caso che tutte le invenzioni di processo e di prodotto, dalla monocottura al gres porcellanato, sono state fatte in Italia. E infatti, anche se non siamo più leader mondiali come quantità, il mercato globale, dal punto di vista del gusto dominante, dello stile, è ancora trainato dall’Italia. Lo ammettono i nostri stessi concorrenti.
Sergio Sassi, presidente Emilceramica
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