Sapienza artigiana e nuove tecnologie, letteratura e chimica, conoscenze storiche e informatica: il mestiere di Paolo Crisostomi è fatto di contaminazione, dell’incontro fra creatività ed esattezza scientifica, fra cultura umanistica e capacità manageriale.
Lo Studio Crisostomi è specializzato nel restauro di libri antichi. Nel loft romano dove è passato anche il Codice degli abbozzi di Petrarca, gli strumenti del lavoro quotidiano sono presse, torchi e telai di cucitura che hanno più di un secolo, e insieme lamine a fibre ottiche, la camera sotto vuoto oppure le luci allo ioduro, quelle nate per valorizzare gli abiti di Armani e di Versace, ma che sono perfette per i libri antichi perché consentono un’illuminazione potente senza danneggiare la carta.
E’ proprio questo barcamenarsi tra passato e futuro, tra una tradizione secolare - l’Italia, coi suoi 8 milioni di libri antichi e col milione di volumi conservati in Vaticano, custodisce circa il 70 per cento del patrimonio librario mondiale – e l’innovazione tecnologica e metodologica il segreto che ha fatto dello Studio Crisostomi un punto di riferimento per molti dei più importanti restauri cartacei: dal Quirinale al Vaticano, dall’Escorial di Madrid a tante biblioteche e archivi in Italia e all’estero.
Avere in casa un patrimonio così importante e una scuola di conservazione consolidata fin dagli anni Trenta ci ha aiutato a ottenere il posto principale sul palcoscenico. Ma questo ruolo nazionale ora va difeso abbinando ai metodi dell’artigianato della vecchia scuola tecniche d’avanguardia e materiali sofisticati.
Paolo Crisostomi |