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Technogym - 1000 dipendenti (età media 29 anni), esportazioni che coprono l’80% del fatturato (260 milioni di euro) – è una delle facce più vitali del nuovo made in Italy.

Nata nel 1983 in un garage di Gambettola, in provincia di Cesena, ha venduto macchinari a 35 mila palestre e 20 mila case distribuite in un centinaio di paesi; fornisce Bally (la maggiore catena americana di palestre al mondo) e Alexander (la più importante catena cinese); è presente nei migliori hotel, dagli Hilton a One & Only Resorts. Ha offerto il supporto tecnico a tre Olimpiadi ed è fornitrice ufficiale di Aiax, Juventus, Inter, Milan, Liverpool, Ferrari, Prada.

La scommessa che ha portato Technogym in vetta al settore è culturale – superare il fitness e approdare al wellness, la ricerca del benessere a 360 gradi – e tecnologica: il cuore dell’impresa è un centro ricerca e sviluppo in cui lavora circa il 15 per cento dei dipendenti.

«La mia ricetta per competere in un mercato che sembrava impossibile è basata su tre ingredienti: anima,identità e cultura. Volevo “rimettere in moto il mondo” perché mi ero guardato intorno e avevo scoperto che stavano tutti sempre seduti, sempre fermi. Volevo costruire e vendere macchine capaci di aiutare a sentirsi meglio, e per riuscire sapevo che dovevo correre. Noi non ci siamo mai fermati: abbiamo sempre spinto sull’innovazione per essere almeno un passo avanti rispetto alla concorrenza».
Nerio Alessandri

www.technogym.it