Siede accanto ai giganti della microelettronica e deve il suo successo ad una politica industriale che nell’innovazione, nell’efficienza e nel rispetto dell’ambiente vede decisivi fattori produttivi.
STMicroelectronics vuol dire 16 centri di ricerca e sviluppo avanzati, 39 aree di progettazione, 16 siti produttivi e 88 uffici di vendita in 31 paesi. E’ il principale fornitore al mondo di circuiti integrati analogici per una specifica applicazione e al primo posto per i circuiti integrati per decoder televisivi.
Colleziona brevetti e riconoscimenti ambientali, e quando Pasquale Pistorio - che alla fine degli anni Settanta ha preso in mano una malridotta la Sgs Microelettronica e l’ha traghettata dov’è oggi – prende la parola ad un seminario, tutti restano a bocca aperta: perché a parlare sembra un ambientalista più che un industriale di fama mondiale. Nel 1994 per fare un wafer di silicio da otto pollici ci volevano 660 chilowattora, nel 2004 ne bastavano 400.
Nello stesso periodo i consumi d’acqua sono scesi del 9,2% all’anno. Nel 1994 andava in discarica il 70% dei rifiuti, nel 2004 solo il 6%. E a beneficiarne, ovviamente, non è solo l’ambiente. Nel 2003 le innovazioni in campo ambientale hanno fruttato alla STM un vantaggio economico netto, calcolato sottraendo gli investimenti annuali per migliorare le performance, pari a 100 milioni di dollari.
Nel 2004 questo utile è salito a 140 milioni di dollari: quasi il 25 per cento dei profitti STM derivano, cioè, dai vantaggi acquisiti con l’efficienza e il risparmio.
Una cosa è bene chiarire: noi non siamo missionari dell’ecologia. Il primo compito del responsabile di un’azienda è migliorare i suoi bilanci. Ma il fatto è che in questo caso c’è una magnifica coincidenza tra interesse collettivo e interesse privato, ed è sorprendente che tanti ancora non se ne siano accorti. Non è generosità, è business.
Pasquale Pistorio
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