E’ uno dei marchi forti del made in Italy: Kofi Annan, Nelson Mandela, Gerhard Schröder, tanto per intenderci, vestono Brioni. Esporta l’80 per cento delle sue creazioni e i suoi punti vendita monomarca li trovate a Parigi, Londra, Las Vegas, New York, Praga.
L’eccellenza che sta dietro questo successo impensabile senza il fortissimo legame che da sempre unisce la Brioni a Penne e alla sua comunità. Brioni nasce a Roma nel 1945, e subito diventa ambasciatrice nel mondo dell’italian style.
Nel 1959 la rivoluzione: Fonticoli, il fondatore, lascia Roma per tornare in Abruzzo. E invece di scegliere una zona industriale coperta dai fondi della Cassa del Mezzogiorno, sceglie Penne, il suo paese natale: 10 mila abitanti accanto al parco del Gran Sasso, e un’antica e illustre tradizione di sartoriale.
Il rapporto fra la Brioni e il paese si fa simbiotico. Penne fornisce manodopera iperqualificata, Brioni porta benessere, finanzia le associazioni, i restauri delle chiese del paese, i musei.
Nasce da questa simbiosi la Scuola superiore di sartoria: una scuola d’eccellenza, che oggi è l’anima di Brioni e che per la tradizione sartoriale abruzzese ha rappresentato la salvezza dall’estinzione.
La nostra forza è l’identità produttiva: se non avessimo una qualità così alta e così legata a fattori non imitabili e non riproducibili come il nostro territorio, ci avrebbero già travolto. Noi siamo l’industria a più alto livello manifatturiero, cioè con più ore di lavoro artigianale nel prodotto. Se stiamo qui e vendiamo vuol dire che il legame con il territorio che aveva intravisto Nazareno Fonticoli è forte e vitale. Oggi sono in tanti ad accorgersene, ma nel 1959 non era così facile.
Lucio Marcotullio, Ad Brioni Roman Style
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